"Si muore generalmente perchè si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze,perchè si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia uccide i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere." Giovanni Falcone.

mercoledì 23 maggio 2007

23 maggio 2007

Noi Palermitani

Noi che abbiamo visto la Sicilia
madre gravida di forza e volontà
sventrata in autostrada
come carne macellata.

Noi che con la gola e le narici attanagliate
dal fetore della carne bruciata viva
abbiamo frenato la voglia di vomitare
davanti a tizzoni accesi e pezzettini informi
di ciò che solo un attimo prima erano
sentimenti, emozioni, gioventù, voglia di vivere.

Noi che abbiamo visto bestie feroci
strappare con denti aguzzi ed unghie acuminate
dal vocabolario degli onesti parole
come giustizia, libertà e dignità.

Noi che abbiamo visto la speranza
suicidata dal balcone della capitale
da noi tanto lontana.

Noi che abbiamo stampato degli occhi e nel cuore
il sorriso sornione di Giovanni Falcone
che continua a farsi beffa di chi lo volle morto.

Noi che abbiamo visto Paolo Borsellino
rimettere al loro posto le parole giuste
in quel vocabolario spezzato e lacerato.

Noi che percorriamo le strade della nostra terra
con la paura di confondere il rosso dei papaveri
con il rosso del sangue delle vittime immolate.

Noi non ci inginocchieremo
noi non dimenticheremo
noi continueremo ad andare avanti
ed a testa alta al mondo grideremo:

NOI SIAMO PALERMITANI

di Sara Favarò


Palermo: un altro addio, un altro allarme!
Quante volte l'uomo mi ha deluso,
quante volte cercando la chiarezza,
si è trovata la morte,
giri di parole, di affari.
Quante volte ruoli al posto di persone.
Il potere spara
il potere spara
spara per eliminare
spara per distruggere,
spara per mantenere,
spara per contenere,
spara per onore.
Il potere spara e poi pulisce
e tutto sembra finito.
non ti scordo tragico giorno.

Simona Faiella

www.fondazionefalcone.it


sabato 19 maggio 2007

L'ESERCITO INVISIBILE.

IL NOSTRO ESERCITO INVINCIBILE,

I NOSTRI SPLENDIDI EROI DI TUTTI I GIORNI, I NOSTRI GUERRIERI COLORATI CHE OGNI MATTINA VESTITI DI MILLE COLORI OCCUPANO LE AULE, LE STRADE, LE PERIFERIE, I CORTILI DI QUESTA NOSTRA ITALIA,

I NOSTRI FIGLI E I NOSTRI FRATELLI, CHE SONO I NOSTRI SOGNI DI SEMPRE, SEMPRE UGUALI E SEMPRE DIVERSI.

LE NOSTRE PAURE E LE NOSTRE SPERANZE,

I NOSTRI MILLE DUBBI E LE NOSTRE CERTEZZE.

COME LE GOCCE DELLA PIOGGIA DANZIAMO SULLA VOSTRA ARROGANZA E DIVENTIAMO FIUMI DI GIUSTIZIA, TORRENTI IMPETUOSI DI RIVOLTA AI VOSTRI CRIMINI, ALLA VOSTRA INDIFFERENZA COMPLICE, ALLA VOSTRA AMBIGUITA' CONSAPEVOLE.

NOI SIAMO I VOSTRI FIGLI, I VOSTRI FRATELLI, I VOSTRI MIGLIORI AMICI, E SIAMO UNA MOLTITUDINE, UN' ECO SENZA FINE DI SUSSURRI E DI SGUARDI CHE NON FINISCONO.

NON FINISCONO NELLA POLVERE DELLE MACERIE,

NON FINISCONO NEL DOLORE DELLA TORTURA,

NON FINISCONO NELLA VIOLENZA DEL RICATTO,

NON FINISCONO NELLA VILTA' DI CHI ABUSA.

ED E' UN ESERCITO INVINCIBILE, PERCHE' SIAMO I VOSTRI SOGNI PERDUTI, LA VOSTRA UMANITA' SVENDUTA, LA VOSTRA DOLCEZZA RIMOSSA, LA DIGNITA' CHE AVETE TRADITO.